Il mito della nascita dello yoga

Mi sono recentemente imbattuta in uno storico libro sullo yoga, il testo di Carlo Patrian dal titolo Yoga edito nel 1972. Nelle prime pagine si ritrova qualche riga dedicata all’origine mitica di questa disciplina.

Come nasce lo yoga? Nel mondo indiano in cui il mito è un elemento importantissimo, troviamo che anche lo yoga ha una sua legenda. I protagonisti sono Shiva il Propizio – il terzo dio della Trimurti Indu, ovvero colui che distrugge e riproduce – Parvati, sua moglie, la sua energia femminile e Matsya, un pesce.

Vediamo meglio gli interpreti del mito:

Shiva ha tre occhi, indicano la sua capacità di vedere nelle tre dimensio  del tempo – passato, presente e futuro – ha una luna crescente sopra l’occhio centrale che indica la misura del passare dei mesi, mentre il serpente attorno al collo indica la misura degli anni, mentre la collana di teschi indica la perpetua rivoluzione delle ere.
I suoi capelli sono raccolti sopra la testa ed è tramite essi che riceve l’impetuoso fiume Gange. Ha la gola blu, perché  un’altra storia ha ingoiato il veleno che avrebbe potuto distruggere il mondo.
Impugna il tridente come combianzione dei tre attributi, è creatore, distruttore e generatore.

La legenda vuole che lo yoga venga insegnato da Shiva alla sua sposa ed il pesce, che osserva in segreto, poi lo diffonda al mondo, una volta mutato in uomo dai poteri di questa magica disciplina. Infatti, Shiva insegna a Parvati le tecniche misteriose dell’Hatha Yoga in una caverna dove si riversavano le onde dell’Hatha Vidya, la scienza dello yoga appunto, comprendente le asana, le posizioni magiche di cui egli stesso era creatore, riservate solo agli indiani. Un pesce affascinato dalla voce del foce del Dio, segue di nascosto questi insegnamenti e proprio a causa di queste magiche posizioni che imita viene trasformato in un essere umano. Questo pesciolino diventò il primo yogi con il nome di Matsyendra che letteralmente in sanscrito significa “pesce fatto uomo”, a sua volta nsegno segretamente al genere umano questa pratica che l’ha tramandata insegnandola da maestro a discepolo.

(da Yoga di Carlo Patrian)

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